INTERVISTA A A.MITCHELL

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28 novembre, 2012 - 18:18

Nei casi in cui un disturbo depressivo si sovrappone ad una malattia neurologica, quanto e' importante la terapia del disturbo neurologico rispetto a quella della depressione nella cura del paziente?
E' una argomento molto interessante. Quello che possiamo dire e' che sia il disturbo neurologico che quello depressivo richiedono trattamento in eguale misura. In altre parole l'attenzione del clinico dev'essere rivolta in entrambe le direzioni. Un problema che si verifica e' che le strutture implicate tendono a lavorare separatamente: la depressione riguarda lo psichiatra, il disturbo neurologico riguarda il neurologo. La situazione deve cambiare, perch� le due condizioni sono intimamente legate: una condizione neurologica grave causa una sintomi depressivi altrettanto gravi e ora ci sono prove del fatto che anche una grave depressione puo' influenzare negativamente il decorso di una patologia neurologica. In altre parole il funzionamento globale del paziente e' peggiore e il decorso della malattia pi� problematico quando si sovrappongono i due quadri. Per questo motivo e' importante che lo psichiatra e il neurologo cooperino nella gestione di questi pazienti.
Esistono differenze tra pazienti depressi che vanno incontro a problemi neurologici e pazienti in cui la depressione e' secondaria a tali disturbi?
Questo problema non e' stato ancora oggetto di sufficienti studi, ma possiamo dire che pazienti depressi hanno un rischio maggiore di andare incontro a depressione in conseguenza di un danno neurologico rispetto a pazienti senza storia di precedente depressione. Inoltre sappiamo che ci sono differenze nel quadro clinico della depressione primitiva rispetto a quella insorta in seguito ad una malattia neurologica. Mi riferisco ad una pi� alta incidenza di disturbi cognitivi e di affaticamento nelle forme depressive secondarie a danno neurologico. 

(W. Natta)

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