IL SOGGETTO COLLETTIVO
Il collettivo non è altro che il soggetto dell’individuale
di Antonello Sciacchitano

Giù le mani dalla scienza

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8 febbraio, 2023 - 13:24
di Antonello Sciacchitano

Un luogo comune culturale, ben radicato nella civiltà moderna, associa la scienza alla tecnica. A Milano esiste un importante museo cittadino intitolato alla scienza e alla tecnica. La connessione è immediata per via epistemica: scienza e tecnica implicano entrambe un sapere. Ma c’è una differenza sostanziale. La scienza ha un sapere teorico; la tecnica pratico. La scienza sa come pensare; la tecnica sa come fare. La scienza si fa con la testa, la tecnica con le mani. Nell’evoluzione biologica Homo ergaster, o l’uomo artigiano, la specie umana che acquisì l’uso del fuoco, precedette di ben più di un milione di anni Homo sapiens. La preistoria narra della millenaria prevalenza dell’uso delle mani, sin dai tempi dell’avvento dell’andatura bipede e della liberazione delle mani dall’applicazione al camminare.

Il fatto è curioso: anche a livello storico la tecnica precedette di quasi venti secoli la scienza galileiana, come se il saper fare manuale non avesse bisogno del saper pensare. Ciò non è propriamente vero: il buon uso delle mani richiede un buon uso del cervello. In realtà, il buon uso del cervello è avvenuto, come dire? a posteriori, cioè a cose fatte; la tecnica è un sapere che si è evoluto per caso; non ha avuto bisogno di una teoria a priori alle spalle. La tecnica si è sviluppata per millenni grazie all’accumulo di trovate fortuite ma redditizie dell’intelligenza artigianale, che si sono stabilizzate per una sorta di selezione naturale di tipo darwiniano: le trovate più “intelligenti” si sono confermate, perché più utili in pratica, le altre si sono perse, perché senza applicazione. Nell’antica Roma i tecnici erano coloro che sapevano come fare con le cose; erano gli schiavi. I medici erano schiavi, come se i padroni non volessero sporcarsi le mani con un sapere esercitato in pratica con le mani o con i loro prolungamenti: strumenti e macchine. La facoltà medica si intitola tuttora “Medicina e Chirurgia”, quasi a confermare che la medicina esercita un sapere manuale; chirurgia deriva dal greco cheir, “mano”. Il bisturi del chirurgo eredita la spada del soldato. Medicus è originariamente necator.

In questo senso, dal punto di vista epistemico la psicanalisi freudiana ha compiuto un progresso concettuale enorme. È vero che esercita un sapere simile a quello medico, ancora di marca aristotelica, basato sul principio di ragion sufficiente delle cause psichiche – le cosiddette “pulsioni”, die Triebe –, che però agiscono senza passare attraverso le mani. È venuto il momento di dissociare definitivamente il sapere psicanalitico dal nesso con tecniche di origine manuale. Il primo passo lo fece Freud, passando dalla suggestione, quando imponeva la mano sulla fronte del paziente, alla psicanalisi, dove si pose non di fronte al paziente, ma dietro, nel cosiddetto setting poltrona-divano, in una situazione dove è impossibile darsi la mano.

In psicanalisi l’ultimo addentellato “manualistico” è teorico; passa proprio attraverso la metapsicologia delle pulsioni, intese come cause psichiche “alla mano”. L’eziologia, che racconta come la malattia si sviluppa a partire dalle cause, va lasciata perdere all’interno di una formulazione scientifica della psicanalisi. Lasciamola ai medici; lasciamo cadere la nozione aristotelica di causa come manufatto. È tipica in Aristotele la tetrapartizione delle cause in riferimento al fare dell’artigiano o dell’artista: causa materiale è la materia della statua; causa formale è l’idea da rappresentare; causa finale è l’idea rappresentata; causa efficiente è l’esecutore stesso. La transizione epocale fuori da questo antropomorfismo avvenne con la scienza galileiana, che previde moti inerziali, cioè fenomeni senza forze motrici. In psicanalisi Freud intuì qualcosa di simile con la pulsione di morte. Ma oggi si può far decadere anche la nozione antropomorfa (magica) di pulsione o “spinta”.
In sintesi: diamo una mano alla scienza, strappandole di mano l’eziologia, che lasciamo in mano alla tecnica.

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Commenti

Io mi chiedo se solo vagamente lei sappia cosa siano Epigenetica e Neuroimaging funzionale...


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